“Lavorava per vivere; poi, sempre per vivere, poiché anche il cuore ha fame, amò.”

Victor Hugo

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“A forza d'uscire per recarsi a sognare, viene il giorno in cui si esce per andarsi ad annegare.”


“Lo sguardo delle donne assomiglia a certi congegni tranquilli in apparenza ma formidabili.Vi si passa vicino tutti i giorni pacificamente e impunemente, senza dubitare di nulla. Viene il momento in cui ci si dimentica anche che quella cosa è là. Si va, si viene, si sogna, si parla, si ride. A un tratto ci si sente presi! E' finita. Il congegno vi ha preso, lo sguardo vi ha catturato.Vi ha preso, non importa dove, né come, per una parte qualsiasi del vostro pensiero, per una distrazione. Un concatenamento di forze misteriose si impadronisce di voi. Vi dibattete invano. Non ci sono più soccorsi umani possibili. Cadete di ingranaggio in ingranaggio, di angoscia in angoscia, di tortura in tortura, voi, il vostro spirito, le vostre fortune, il vostro avvenire, l'anima vostra; e, a seconda che siate in potere di una creatura cattiva o di un nobile cuore, non uscirete da quella spaventosa macchina che sfigurato dalla vergogna o trasfigurato dalla passione.”


“Venti e nubi, turbini e folate, inutili stelle! Che fare? Disperato s'abbandona, poiché chi è stanco decide di morire e lascia fare, si lascia andare, cede, ed eccolo rotolato per sempre nelle mortali profondità dell'abisso vorace. Oh, implacabile cammino delle società umane! Perdita di uomini e d'anime per strada! Oceano in cui cade tutto ciò che la legge lascia cadere! Sinistra scomparsa del soccorso, morte morale!”


“La sua vita era ancora troppo breve, per sapere che non c'è cosa più imminente dell'impossibile, e che quanto dobbiamo sempre prevedere è l'imprevisto.”


“in diciannove anni Jean Valjean, l'inoffensivo potatore di Faverolles, grazie al trattamento della prigione era diventato il temibile galeotto di Tolone, capace di due specie di cattive azioni: di un misfatto rapido, impremeditato, istintivo, da compiersi in uno stato di stordimento come rappresaglia per il male sofferto; oppure anche di un misfatto grave, serio, discusso nella coscienza e premeditato con quel falso raziocinio che danno simili sciagure. Le sue premeditazioni passavano per le tre fasi successive che soltanto le nature di una certa tempra possono percorrere: ragionamento, volontà, ostinazione.”


“Nel secolo decimonono, l'idea religiosa subisce una crisi: si disimparano alcune cose, il che è bene, a patto che, disimparando questo, si impari quello. Nessun vuoto, nel cuore umano! Si fanno talune demolizioni ed è bene; ma a condizione che siano seguite da ricostruzioni. Nel frattempo, studiamo le cose che non son più. E' necessario conoscerle, non fosse che per evitarle. Le contraffazioni del passato prendono falsi nomi e si chiaman volentieri l'avvenire; quel fantasma ch'è il passato è soggetto a falsificare il suo passaporto. Mettiamoci a conoscenza del tranello e diffidiamo. Il passato ha un viso, la superstizione, ed una maschera, l'ipocrisia: denunciamo il viso e strappiamo la maschera.”